Le favole del Pañcatantra a seguire Camminando sotto il filo
17:30 - 25 Settembre 2020
Cimitero San Pietro in Vincoli, Via San Pietro in Vincoli 28 – 10152 Torino Visualizza Mappa

Le favole del Pañcatantra|Il Mutamento (TO)

Drammaturgia e regia Giordano V. Amato
Con Eliana Cantone

C’era una volta un re che disperava d’istruire i suoi due giovani eredi alquanto ottusi.
Finalmente, un giorno, giunse a corte un saggio Brahamano che accettò d’insegnare ai due ragazzi tutto il niti, cioè tutta la saggezza delle relazioni umane.
L’insegnamento del niti avviene per mezzo di favole abilmente intrecciate l’una all’altra al fine di creare un percorso di maturazione attraverso il teatro e la narrazione. Quasi sempre gli eroi di queste antichissime favole sono animali, ma non è difficile rintracciare in loro i caratteri peculiari degli esseri umani.
Lo spettacolo è caratterizzato da un’originale interazione tra musica, voce, azione e danza, elementi che concorrono alla creazione di un’opera divertente e immediata, rivolta ai piccoli, ma capace di affascinare anche gli adulti.

Il Pañcatantra, che significa letteralmente “cinque parti”, fu scritto probabilmente nel Kashmir nel secondo secolo a. C. a partire da racconti molto più antichi tramandati oralmente.
L’opera si diffuse prima nel mondo islamico, raggiungendo la Spagna, la Sicilia, la Provenza e la Francia e poi, attraverso Costantinopoli, l’Europa Orientale; qui il Pañcatantra fu tradotto in greco, latino, tedesco, italiano e inglese. Queste favole furono sicuramente conosciute da Shakespeare in una traduzione inglese dall’italiano. La diffusione del Pañcatantra inizia molto presto: nel Medio Evo era uno dei libri più conosciuti al mondo, tanto che una traduzione tedesca di favole di animali, realizzata nel 1481, è ritenuto uno dei primi libri stampati in Europa.

A seguire:

Camminando sotto il filo | Compagnia la Botte e il Cilindro (SS)

Kabaret marionettistico comico-poetico-acrobatico
per un pubblico di tutte le età di e con Nadia Imperio
con il contributo artistico di Beppe Dettori

In un teatro in miniatura Nora, padrona di casa di un insolito kabaret, ci conduce con ironia e verve attraverso i piccoli atti unici di cui si compone lo spettacolo. Ogni personaggio ha qualcosa da dire, e un modo del tutto personale di stare sulla scena: Miss Embrasse, che smette di essere un inanimato cordone di tenda per mostrare la sua accattivante malizia; le mute Janas, nate dalla musica dei boschi sardi; Oscar che compie le sue evoluzioni su un trapezio e Lilit, delicata creatura che attraversa con grazia la corda, attenta a non perdere l’equilibrio.

Quattro tenores alle prese con un pezzo del tradizionale canto si presentano in un'esibizione comicamente sui generis; misteriose gambe senza corpo danzano e un pulcino muove i primi passi nel mondo uscendo dal suo guscio d’uovo. Tutto è tenuto insieme proprio dall’arguta e spiritosa Nora, che, complice anche il suo libro dal quale vengono fuori le storie più originali, dialoga con il suo pubblico attraverso gesti, battute e interazione che ne fanno un personaggio sorprendente e accattivante. Lo spettacolo viene proposto con delle piccole varianti a seconda del pubblico presente, ed è concepito per essere fruito da adulti e bambini, con diversi livelli di partecipazione. La musica è parte integrante degli atti unici di cui si compone lo spettacolo, fatto soprattutto di gesto, movimento e ritmo, elementi che contribuiscono a suscitare nello spettatore emozione, riflessione o divertimento. Uno degli intenti dell'autrice è proprio quello di condividere con il pubblico il piacere nello scoprire le grandi potenzialità di movimento della marionetta a filo, affascinante mezzo espressivo nell’ambito del teatro di figura, così vicino all'essere umano da far quasi dimenticare che nasce da un pezzo di legno. Alcuni dei personaggi in scena reinterpretano pezzi da solista classici dell’arte marionettistica internazionale, e la manipolazione è a vista, con momenti di contatto con il pubblico.

Posto unico per i due spettacoli: 3,00 €

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