Madame de Sade
21:00 - 18 Marzo 2023
Teatro Murialdo, Torino Visualizza Mappa

La trasposizione del potente e ponderoso testo di Mishima sulla scena prevede in molti punti il superamento del piano realistico realizzando atmosfere oniriche ed evocative che esplicitino i contenuti non solo del racconto di accadimenti, ma soprattutto quelli interni e psicologici caratterizzati da una forma di alienazione psichica dei personaggi alla ricerca, tra aberrazioni e perversioni, di una forma di “santità”. La figura di De Sade non appare mai, ma viene continuamente evocata, anche mediante scene che lo vedono protagonista attraverso il suo alter ego, la Contessa di Saint Fond.

Sullo sfondo l’eco della Rivoluzione Francese e l’emergere di quelle forze ed energie che si stavano storicamente scontrando in quel periodo.

Le vicende si dipanano nell’arco di tempo che va dal 1772 al 1790 e si svolgono a Parigi nel salotto di Madame de Montreuil, suocera di De Sade, che ha sposato la figlia maggiore Renèe. Tuttavia nella messa in scena non mancheranno incursioni nella contemporaneità e nell’altro luogo ideale, che è il Giappone.

Il rapporto tra madre e figlia è altamente conflittuale, doloroso nella reciproca incomprensione, e mette in luce due diverse concezioni dei valori individuali e sociali, contrapponendo rispettabilità, convenienza e virtù a fedeltà, sacrificio e condivisione, visione pragmatica contro sublimazione poetica.

Le altre protagoniste sono la figlia minore di Montreuil, Anne e il suo ambiguo rapporto con madre e sorella; la Contessa di Saint Fond, simbolo del vizio, è, come lei stessa si definisce, della stessa “confraternita” di De Sade; la Baronessa di Simiane, pur intrigata dal fascino di questi due personaggi fuori dagli schemi, rimane innocente e pura, simbolo della vita religiosa; infine la cameriera Charlotte, che ha servito prima Saint Fond e poi Montreuil, incarna il popolo e l’ambigua/opportunistica adesione agli ideali della Rivoluzione.

Il finale a sorpresa risponde all’interrogativo di Mishima, che, leggendo una biografia del Marchese De Sade, rimase colpito dal fatto che la moglie, dopo anni di abnegazione ed intrighi per liberarlo, non corse da lui al momento della sua uscita dal carcere.

Questo fatto spinse l’autore a cercarne, o meglio, a crearne la causa nell’ideale di fusione tra bellezza fisica e valore morale.

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