Orsòla e il pesciolino d’oro
17:15 - 30 Settembre 2021
SPV Zona Teatro, Torino Visualizza Mappa
ISAO 2021

Orsòla e il pesciolino d'oro

"Ora ritornatene al mare azzurro, per quanto è immenso libero và."
Alexandr Pushkin

Ideazione, regia, costumi e marionette
Alice Conti
Disegno sonoro
Dylan Alexander Lorimer
Disegno luci
Alice Colla
Foto di scena
Erik Ragni
In scena
Alice Conti
Coproduzione
Teatro della Caduta / Il Mutamento 

“La vecchia seduta fuori, vicino al mastello rotto.” Così si chiude la favola del pesciolino d'oro.
L'anziana moglie del pescatore torna in riva al mare dove il marito ha lasciato i suoi attrezzi di lavoro dopo averla abbandonata. Immaginiamo che questo ritorno si svolga al termine della favola russa trascritta da Pushkin i cui protagonisti spinti dalla febbre di accumulare ricchezza e dal non sapersi accontentare hanno alla fine perso tutto.
“Il pesciolino d'oro” è una favola che ci ricorda come la ricchezza non faccia la felicità e che per essere felici nella vita sia necessario saper scorgere la bellezza in ciò che ci circonda. Saper dare valore a quello che c'è, imparare a prendersene cura.

Qui comincia la nostra azione.
Orsòla si prepara per pescare da sola, a sopravvivere a se stessa. Dopo un accumulo famelico di ricchezze e sfarzi che non l'ha minimamente avvicinata alla felicità è ripiombata nella miseria.
Per narrare questa storia inedita il vecchio mastello si trasforma nell'Oceano mare azzurro della favola, come un Mar Mediterraneo rotto, e da lì la vecchina pesca infine il pesciolino d'oro a cui vuole fare la pelle. Con l'intenzione di mangiarselo la vecchia sventra il pesciolino – un fagotto avvolto in una coperta termica – e vi trova una bimba dalla pelle scura.
La sputa, la rianima, la scaccia come un insetto, infine la guarda in viso e la culla. 

Immaginiamo l'anziana moglie del pescatore come una vecchia Europa depressa e abbrutita che non sa di essere fragile, che nella sua corsa all'opulenza ha scordato il valore e il funzionamento delle relazioni umane. Un'anziana sprofondata in una pelliccia di animali morti e confort, avviluppata nella sua solitudine. Orsòla – nomen omen – non ha mai parlato con un pesce, sulla riva su cui abita i pesci si tengono fermi in gabbia, non possono circolare. Ma questo pesciolino parla e non sta al posto suo, non si lascia mangiare, non si lascia confinare. Impone la sua presenza libera con l'evidenza e la forza ineluttabile della giovinezza, della vita che si rinnova. 

La presenza in scena della manipolatrice a vista permette di far intuire un ulteriore livello della storia: discreta come una badante essa introduce la storia del pesce d'oro e la racconta a questa anziana signora.  

Programma ISAO 2021

Riduzioni

  • Selezionare ´Pago in Struttura´
  • Riservato a over65, abitanti Circ.7, studenti con tessera universitaria e giovani fino a 18 anni.

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