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IL MUTAMENTO

IL MUTAMENTO

Via San Pietro in Vincoli 28

10152 Torino

BENVENUTI NELL’EX-CIMITERO

Situato nel cuore del quartiere di Porta Palazzo, a pochi passi da piazza della Repubblica, l’ex-cimitero di San Pietro in Vincoli, spazio storico estremamente suggestivo, è stato trasformato in un presidio culturale. Un centro per le arti perfomative che ospita le eccellenze del territorio.

Il Mutamento lo abita da più di un decennio facendone il suo cuore operativo e produttivo. Vi organizza inoltre festival, rassegne e manifestazioni di teatro, musica, poesia, danza, arti visive e figurative. 

All’inizio del 2018 nasce l’associazione di secondo livello San Pietro in Vincoli Zona Teatro composta insieme alle altre compagnie teatrali che abitano lo spazio: Acti Teatri Indipendenti e LabPerm Ricerca sull’Arte del Attore.  

Cimitero San Pietro in Vincoli

PRIMA DI NOI

Storia del San Pietro in Vincoli

L’antica consuetudine di seppellire nelle chiese, consolidata dalla credenza che la vicinanza al luogo sacro potesse agevolare nella salita verso il Paradiso, si scontra dopo la seconda metà del Settecento con i problemi igienico sanitari che la vicinanza tra i vivi e i morti comporta. Le ripetute epidemie, inoltre, hanno reso sovente il terreno dei cimiteri parrocchiali e le fosse comuni ormai sature, dunque non più in grado di sopportare nuove inumazioni. In tutta l’Europa, con capofila la Francia l’impossibilità di protrarre oltre una presa in carico da parte del governo della delicata questione delle sorti del “corpo morto”, porta alla deliberazione per la definizione di nuove aree, di pertinenza comunale, per le sepolture.

La carta pastorale dell’arcivescovo di Torino, mons. Francesco Lucerna Rorengo di Rorà, del 25 novembre 1777 si associa ad analogo regio biglietto del sovrano Vittorio Amedeo III (1726-1796) del medesimo giorno, contro la tumulazione nelle chiese, e preannuncia la disposizione finale, del 23 dicembre del medesimo anno, con cui si fa obbligo al vicario di Torino di recepire la regia volontà, procedendo alla definizione delle aree idonee alle sepolture e alla verifica della cessata inumazione nei luoghi di culto (Duboin 1818, p. 1574).

La progettazione dei due nuovi recinti per le sepolture, in area periferica, e fuori dal tracciato della fortificazione, intitolati a San Lazzaro, detto anche cimitero della Rocca, e a San Pietro in Vincoli, è affidata all’architetto Francesco Valeriano Dellala di Beinasco (1731-1805). L’impianto è quello tradizionale, organizzato su una superficie rettangolare contornata da un ampio porticato per i monumenti funebri, con chiesa a impianto centrale al fondo del sistema.

Mentre il cimitero di San Lazzaro è oggi scomparso, quello di San Pietro in Vincoli rimane ancora perfettamente riconoscibile, nonostante una progressiva perdita dell’originaria funzione: nel 1828 si procede alla progettazione del nuovo cimitero monumentale della città, resosi necessario per il costante aumento della popolazione, sicché a partire dal 1837 i cimiteri precedenti non accettano più nuove inumazioni, se non nei mausolei di famiglia.

Lo scoppio, nel 1852, della polveri era del vicino Arsenale militare crea danni ingenti al cimitero di San Pietro in Vincoli, cui si sommano i danni di guerra, portando alla chiusura definitiva del camposanto nel 1945, mentre nel 1970 si determina il trasferimento di ogni resto di inumazione a seguito delle ripetute profanazioni delle tombe rimaste. Abbandonato per quindici anni, nel 1984 è riaperto sperimentalmente come teatro di rappresentazioni, riscuotendo un largo successo, che spinge, dal 1988, a un restauro integrale, così che ora risulta largamente accessibile.

L’area occupata dal cimitero di San Pietro in Vincoli, con l’annessa chiesa non aperta al pubblico, e l’edificio di due piani fuori terra adibito ad abitazione del cappellano, venne colpita durante le incursioni aeree dell’8-9 novembre 1942 e del 12-13 luglio 1943. Bombe dirompenti distrussero i sei locali a uso alloggio e le corsie del cimitero. La chiesa e le tombe nel sotterraneo furono gravemente sinistrate. Alla rilevazione del giugno 1944, nessuna opera di rifacimento risultava eseguita.

Nel 1945 il cimitero venne chiuso.