Piazza Chiesa della Salute 17/D

I treni che non abbiamo preso sono fermi nell’erba

I treni che non abbiamo preso non restano mai fermi, lo sapevi?
È con te che ho immaginato il viaggio. E spero di farlo insieme, io mi fiderò di te, di quello che ti consegno in mano e tu potrai farlo con me.
È poco, è tanto, non so. Spero che tu ascolterai, di sicuro io ti ascolterò.
Magari taceremo insieme, perché parlo di piccole radici e del vento, di un certo
incantamento che sta nei suoni attorno, e dentro.
Delle parole misteriose che curano i malanni, dei sentieri che perdi, dei paesaggi che non sono mai uguali, dell’acqua che scorre e scorre e sorso dopo sorso dopo sorso diventa fiume, lago, mare. Non ti preoccupare parole, parole, parole, è l’anima che va in scena, per bagnare e ricominciare.

Lo spettacolo si appoggia su un testo delicato, intimo, che si muove tra il quotidiano e l’invisibile, tra il dolore e la meraviglia, per dare voce ad una sensibilità capace di cogliere il mosaico dell’esistenza: la bellezza imperfetta del corpo, la fragilità delle emozioni, la memoria che si annida nei gesti minimi. Scava con delicatezza nei luoghi della perdita e dell’amore, attraversa il tempo come un filo che cuce ricordi e visioni.

I treni che non abbiamo preso sono fermi nell’erba

Una produzione
Il Mutamento (TO)

Regia
Giordano V. Amato

Di e con
Gabriella Dario