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Orsòla e il pesciolino d’oro

Spettacolo di marionette a taglia umana pensato per un pubblico dai 5 anni

Alla fine della favola “Il pesciolino d’oro” di Pushkin l’anziana moglie del pescatore, spinta da una febbre di accumulo illimitato di ricchezza, ha perso tutto.
Ora Orsòla si prepara a pescare da sola, a sopravvivere a se stessa.
Cattura il pesciolino d’oro a cui vuole fare la pelle, lo sventra e vi trova un fagotto avvolto in una coperta termica, una bimba dalla pelle scura. La rianima, la scaccia come un insetto, infine la guarda in viso e la culla.

E’ la storia di una relazione – inaspettata e indesiderata – che le trasforma entrambe, un rapporto d’amore non convenzionale. Un contatto sconvolgente tra mondi lontanissimi, come possono
essere esotiche e tuttavia famigliari e intime le relazioni tra generazioni, come tra bis-nonna e nipote. Come tra vecchi e nuovi cittadini, autoctoni e migranti, pescatori e pesciolini d’oro.

Ph. Erik Ragni

L’incontro con l’Altro è sempre uno shock e un rispecchiamento.
Due marionette ibride a taglia umana e un’attrice cantano una storia contemporanea di solidarietà e convivenza. In un mondo che dondola e periodicamente crolla l’unica ricchezza è quella umana: siamo tutti sulla stessa barca.

  

Orsòla e il pesciolino d’oro

Spettacolo finalista
Scenario Infanzia 2020

Una produzione
Oritka, Il Mutamento, Teatro della caduta

Ideazione, regia, spazio scenico e marionette
Alice Conti

Disegno sonoro
Dylan Alexander Lorimer

In scena
Alice Conti

Immagini
Erik Ragni

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